![]() Questo stemma si trova sulla facciata della casa padronale di corte Emilei e appartiene alla famiglia Gaspari (1). Si tratta di uno stemma sagomato in pietra, sorretto da due putti che porta in cima la corona italiana di conte. Il blasone è uno spaccato composto nel primo da tre stelle, nel secondo da un toro uscente dalle acque. 1547 |
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![]() Questo stemma si trova sul fianco della casa padronale di corte Guarienti a Tarmassia. Si tratta di uno stemma in pietra a cartoccio, nel quale non è possibile identificare la famiglia di appartenenza. 1610 |
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![]() Questo stemma si trova sul fianco della casa padronale di corte Guarienti a Tarmassia. Si tratta di uno stemma a cartoccio in pietra al cui interno è inserito il blasone a forma di scudo raffigurante un toro furioso attraversato da una fascia con tre stelle. Ai piedi dello stemma sono presenti due cornucopie e, in capo, una corona. Appartiene alla famiglia Guarienti. Sec. XVIII |
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![]() Questo stemma si trova sul fianco della casa padronale di corte Guarienti a Tarmassia e appartiene alla famiglia Guglienzi. Stemma sormontato da corona, a forma di scudo, grembo in fascia con il capo caricato di un'aquila coronata. Ai piedi una fascia reca la scritta: 1574 |
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![]() Questo doppio stemma dipinto si trova sopra il portale d'ingresso delle stalle in località Vò. Il primo a destra è il blasone della famiglia Pindemonte; lo stemma è composto da uno scudo semplice con all'interno un pino sopra un monte, in cima la corona italiana di marchese. Il secondo di sinistra appartiene alla famiglia Castelbarco; si tratta di uno stemma inquartato al primo e quarto con leone rampante e al secondo e terzo con serpente visconteo, con capo dello stesso leone rampante. Al centro, vi è uno scudetto con l'aquila bicipite imperiale, sormontata dalla lettera F e dal numero romano III. Tutto lo stemma è sovrastato dalla corona italiana di conte. Gli stemmi sono stati realizzati attorno al 1880, quando la marchesina Maria Pindemonte si sposò con il conte Tommaso Castelbarco Visconti di Milano(2). 1880 |
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![]() Questo stemma in pietra si trova ai piedi di entrambe le statue presenti sul maestoso portale d'ingresso di villa Pindemonte - Rezzonico in località Vo'. Si tratta di un pino sopra un monte. Sec. XVIII |
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![]() Questo stemma dipinto si trova all'interno dell'Oratorio dedicato a San Francesco Saverio in località Vo'. Si tratta del blasone della famiglia Pindemonte; lo stemma è composto da uno scudo semplice con all'interno un pino sopra un monte, sovrasta la corona italiana di marchese. 1880 circa |
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![]() Questo stemma dipinto si trova all'interno dell'Oratorio dedicato a San Francesco Saverio il località Vo'. Si tratta del blasone della famiglia Rezzonico. Inquartato: nel primo con croce, nel secondo e nel terzo con torre e nel quarto tre barre. Al centro uno scudetto con aquila bicipite coronata sulle due teste. E' sormontato da tiara papale, in quanto la famiglia Rezzonico annovera tra i suoi componenti Carlo, che venne eletto papa con il nome di Clemente XIII nel 1758. 1880 circa |
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![]() Questo stemma in pietra si trova sulla chiave di volta del portale di ingresso di villa Pindemonte - Rezzonico in località Vo'. Si tratta di uno stemma a partizioni composte. Nella parte di sinistra è presente il blasone della famiglia Pindemonte: scudo semplice con all'interno un pino sopra un monte, in cima la corona italiana di marchese. Nella parte destra è presente il blasone della famiglia Rezzonico. Inquartato: nel primo con croce, nel secondo e nel terzo con torre e nel quarto tre barre; al centro uno scudetto con aquila bicipite coronata sulle due teste. E' sormontato da tiara papale, in quanto la famiglia Rezzonico annovera tra i suoi componenti Carlo, che venne eletto papa con il nome di Clemente XIII nel 1758. Sec. XVIII |
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![]() Questo stemma in pietra si trova su entrambi i pilastri del portale d'ingresso di corte Nogarole, in località Baldon. Si tratta di uno stemma a cartoccio sormontato da corona, al cui interno sono rappresentati i blasoni di due famiglie: nel primo partito appare un blasone, di cui non si conosce la famiglia di appartenenza, nel secondo, quello della famiglia Nogarole, formato da tre bande doppiomerlate. Sec. XVII |
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![]() Questo stemma a cartoccio in pietra si trova sulla chiave di volta del portale d'ingresso della villa padronale di corte Nogarole in località Baldon. Il blasone della famiglia Nogarole è composto da tre bande doppiomerlate. Sec. XVII |
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![]() Questo stemma a cartoccio in pietra si trova sul portale d'ingresso di corte Giusti. Il blasone è composto dalla testa di un giovane al naturale. ? |
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![]() Questo stemma a cartoccio in pietra, appartenente alla famiglia Pellegrini, si trova sul fastigio della villa omonima in località Pellegrina. Il blasone è così composto: pellegrino posto in maestà vestito di pelliccia con vincastro nella mano destra e rosario nella sinistra e la conchiglia sul cappello. Lo stemma è sormontato da corona. 1729 |
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![]() Questo stemma è inciso sul fonte battesimale realizzato in marmo rosso di Verona presente all'interno della Parrocchiale di Pellegrina. Appartiene alla famiglia Pellegrini; il blasone è così composto: pellegrino posto in maestà vestito di pelliccia con vincastro nella mano destra e rosario nella sinistra e la conchiglia sul cappello. '400 ? |
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![]() Questo stemma a cartoccio in pietra, appartenente alla famiglia Pellegrini, si trova sulla chiave di volta della porta di ingresso di un edificio attiguo alla villa padronale di Corte Pellegrini in località Pellegrina. Il blasone è così composto: pellegrino posto in maestà vestito di pelliccia con vincastro nella mano destra e rosario nella sinistra. Sec. XVIII |
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![]() Questo stemma in pietra, appartenente alla famiglia Pellegrini, si trova sopra la chiave di volta della porta di ingresso di un edificio attiguo alla villa padronale di Corte Pellegrini in località Pellegrina. Raffigura un pellegrino posto in maestà vestito di pelliccia con vincastro nella mano destra e rosario nella sinistra. Sec. XVIII |
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![]() Questo stemma si trova nel timpano della villa Zenobio in località San Gabriele. Il blasone della famiglia Zenobio è caratterizzato da una partizione composta. Inquartato: nel primo e nel quarto all'aquila coronata e nel secondo e terzo al leone rampante coronato. Sul tutto, uno scudetto spaccato, nel primo con un monaco uscente dalla partizione con rosario in mano e, nel secondo, tre bande oblique. Lo stemma, sovrastato da corona, ha come supporti due cariatidi. Sec. XVIII |
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![]() Questo stemma si trova nel timpano del retro della villa Zenobio in località San Gabriele. Il blasone della famiglia Zenobio è caratterizzato da una partizione composta. Inquartato: nel primo e nel quarto all'aquila coronata e nel secondo e terzo al leone rampante coronato. Sul tutto, uno scudetto spaccato, nel primo con un monaco uscente dalla partizione con rosario in mano e, nel secondo, tre bande oblique. Sec. XVIII |
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![]() Questo stemma in legno intagliato si trova nello schienale di uno degli antichi banchi presenti all'intero dell'Abbazia. Lo stemma, accollato su Croce dei Cavalieri del Santo Sepolcro e ricco di elementi, può essere attribuito alla famiglia Pindemonte. Al centro appare, infatti, il pino posto sopra un monte. Tuttavia è presente un elemento di contrasto, dal momento che i Pindemonte erano marchesi, mentre la corona che sovrasta lo stemma è di conte. Sec. XVIII |
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![]() Questo stemma in pietra si trova a fianco del Molino di Villafontana e appartiene alla famiglia Fracastoro. Blasone su scudo gotico: siepe di vinchi d'oro in forma di fascia accompagnata in capo da un liocorno nascente. Elmo di nobile. Cimiero: il liocorno dello scudo. ? |
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![]() Questo stemma in pietra si trova sulla chiave di volta dell'ingresso dell'antico convento annesso alla chiesa della Bastia. Non si conosce la famiglia di appartenenza. Stemma a cartoccio interzato al capriolo: nel secondo alle cinque stelle e nel terzo al monte di sei cime. ? |
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![]() Questo stemma ad affresco si trova sulla parete est di una delle abitazioni più antiche di Isola della Scala in località Doltra. E' stato da poco restaurato e, se da un lato è stato possibile ricostruitre le figure dei due amanti che sorreggono lo stemma, dall'altro il blasone, che risultava fortemente danneggiato, è stato ricostruito a parziale fantasia del restauratore, che si è rifatto ai pochi colori sottostanti rimasti ancora visibili. Non si conosce la famiglia di appartenenza. ? |
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Questo stemma inciso su lastra di marmo si trova murato sulla parete sud dell'antico convento annesso alla chiesa di Santa Maria Maddalena. Mancando la parte centrale dello stemma, non si riesce a risalire alla famiglia ed è possibile soltanto una parziale lettura del blasone: interzato al capriolo, nel primo alle tre stelle. Ai lati sono incise le lettere G e M, mentre, sotto lo stemma, è presente la data [M] DCXXIII. 1623 |
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![]() Questo stemma in pietra si trova sulla chiave di volta dell'ingresso sud della corte situata in località Palazzina. Il blasone dipinto sfortunatamente non è più leggibile. Non si riconosce la famiglia di appartenenza, in ogni caso doveva essere dipinto il blasone della famiglia Magnini o Giuliari, ossia gli antichi proprietari della corte(3). Sec. XVII-XVIII |
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![]() Lo storico Carlo Cipolla(4) riferisce dell'esistenza di uno stemma posto sopra la porta d'ingresso della chiesa del convento di San Francesco, in località Gabbia. Questo stemma in pietra non è più visibile, in quanto si era spezzato nel secolo scorso e le due metà erano andate perdute. Ultimamente le due parti sono state ritrovate e adornano rispettivamente timpano e parete di due distinte corti. Dal momento che per ognuna è stata ricostruita la parte mancante senza avere attinenza con l'originale, si è provveduto a fotografare le due metà e a ricostruire con la grafica lo stemma originario. Si tratta di uno stemma a cartoccio in pietra con all'interno un ulivo sopra un monte, appartiene alla famiglia Rolandi che, nel 1692, intervenne ingrandendo l'oratorio. 1692 circa |
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![]() Questo stemma a cartoccio in pietra si trova all'interno della chiesa del convento di San Francesco in località Gabbia ed è posto sopra l'altare di sinistra dedicato a S. Antonio e a S. Maurizio. Appartiene alle famiglie Rinaldi e Rolandi. Inquartato: nel primo e quarto spaccato con aquila sopra un monte e tre more (fam. Rinaldi); nel secondo e terzo ulivo sopra un monte (Fam. Rolandi). 1756 |
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![]() Questo stemma in pietra si trova all'interno del mulino dela Giarella. Appartiene alla famiglia Bra'. Fascia caricata di 2 gigli accostata da 3 rose. Inizi del '600 |
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![]() Questo stemma in pietra si trova sulla chiave di volta di un antico ingresso, ora murato e divenuto finestra, di via Vittorio Veneto. Lo stemma, ora illeggibile, si presume appartenesse alla famiglia Valmarana che nel '600 venne in possesso dell'intero edificio.5. Sec. XVII |
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![]() Giovanni Todesco |
![]() Giuseppe Conceri |
![]() Francesco Fontana |
![]() Giovanni Antonio Andriani |
![]() Matteo Bontura e Bernardino Spinelli |
![]() Silvestro Girolamo Alberti |
![]() Ill. Sig. Carlo M. |
![]() Questa serie di stemmi si trovava nell'antico convento annesso alla chiesa di Santa Maria Maddalena sotto alle lunette del soffitto a vele. Questi stemmi posizionati ai piedi di otto affreschi raffiguranti i miracoli di S. Antonio da Padova rappresentano gli stemmi dei nobili committenti. |
![]() Vicenzo Caldonio |

