Prof.ssa Anna Pinelli nel 1911






Dopo alcuni personaggi isolani di particolare rilievo, ecco la figura di una donna: la sig.na Anna Pinelli, insegnante e Preside, che a Isola della Scala, con la sua vita esemplare e col suo lavoro ed impegno scolastico elargì, a piene mani e per lunghi anni i frutti prezioni della sua mente eletta e del suo animo nobile e generoso.
Prof.ssa Anna PinelliNata a Rovigo il 22 luglio 1891, fin da giovane, rivelò netevoli doti intellettuali ed una precoce maturità. Ne fanno fede alcune sue liriche giovanili. A soli dodici anni entrò al Liceo e, ancor giovanissima, prese la Laurea in lettere ed in lingua francese.
D'ora innanzi l'insegnamento diventerà il solo scopo della sua vita e la scuola la sua unica missione. Rimasta orfana della madre in tenera età seguì, prima a Treviso e poi a Verona il padre prof. Giovanni, insegnante pure lui, al quale rimase attaccatissima effondendo su di lui la piena degli affetti del suo animo sensibile.
Genitori di Anna Si era iscritta, come secolare, tra le Suore Orsoline di Sant'Angela Merici e, come tale, applicò con scrupolo ed impegno i principi cristiani nella sua attività di insegnante e di educatrice. Dopo otto anni di insegnamento presso l'Istituto Campostrini di Verona, venne nel 1922 ad Isola della Scala dove, per incarico del Comune, fu prima docente e poi Direttrice della Scuola Tecnica Comunale; fu qui che la sig.na Pinelli profuse abbondantemente, ad alunni ed insegnanti, i doni della sua vasta cultura ed i prezioni insegnamenti delle più solide virtù morali e civili ed Isola della Scala sarà e rimarrà per lei la sua fissa dimora e la sua unica patria.
Preziosi collaboratori della Preside furono allora gli indimenticabili insegnanti ing. Nereo Foggini, l'arch. Francesco Banterle, le Professoresse Maria Bertola in Polettini e la Signorina Maria Balottin con l'istruttore di agraria il perito Prof. Elvio Lonardi e la Segretaria Noemi Corrà. Anche il padre, già in pensione, dava un aiuto alla Scuola, impartendo privatamente, assieme alla figlia, le prime nozioni di latino ad alunni desiderosi di accedere alle Scuole Superiori. E molti allievi di allora sono oggi validi professionisti e ricordano con nostalgia la modesta ed umile Scuola delle tecniche assieme alla dolce figura della loro Preside. La quale, donna semplice ma volitiva ed energia, con la sua vita umile e nascosta, ma altrettanto nobile e costruttiva, diede un luminoso esempio di impegno scolastico per cui la sua Scuola divenne ben presto modello per tutte le Scuole della Provincia.
Nel 1928 fu tra i soci che ricostituirono la Società Filarmonica di Isola della Scala; fu anche poetessa, nel 1931 venne pubblicato il volumetto Versi composto da trenta poesie scritte tra il 1906 e il 1921.
Ma anche per la Preside Pinelli venne il momento del distacco: quando la Scuola di Isola della Scala divenne di tipo agrario dovette trasferirsi a Villafranca dove assunse la Direzione della Scuola di Avviamento Professionale e la Presidenza della Scuola Tecnica Commerciale. Però, pur trasferita, la Pinelli sentì sempre la nostalgia di Isola della Scala e, quando nel 1961, fu collocata a riposo, volle qui ritornare, ospite della famiglia Faccincani che considerò sempre la sua seconda famiglia e dalla quale ricevette cure amorevoli ed una assidua assistenza fino alla morte.
Prima che la Preside Pinelli lasciasse la Scuola, in riconoscimento dei suoi meriti scolastici, le fu conferita la Commenda e la medaglia d'oro. Ma non sono certo queste onoreficenze che ci danno la misura della sua grandezza. Sono piuttosto le testimonianze sincere di quanti le vissero accanto e sperimentarono le sue eminenti doti e la sua nobiltà d'animo.
Negli ultimi anni venne ricoverata presso il nostro Ospedale Civile, dove consumò il suo ultimo, lungo, dolorissimo calvario. Si spense l'otto maggio 1976 all'età di 85 anni.
Volle funerali semplicissimi che vennero celebrati nella Cappella dell'Ospedale da Mons. Sennen Corrà, da poco elevato alla dignità vescovile, assistito da Mons. Santini e da Don Arrigo Favalli, tutti e tre suoi ex-allievi.
E come desiderò modeste onoranze funebri, così volle essere sepolta sulla nuda terra, tra le fosse comuni, nel cimitero di Isola della Scala.
Una semplice croce cul suo nome ricorda a tutti questa nobile figura di donna, di educatrice, di insegnante a cui molto deve la popolazione isolana non solo per il suo impegno scolastico ma soprattutto per il suo esempio di ogni umana virtù, per cui giustamente può essere chiamata maestra e modello di scuola e di vita.





Le immagini presenti sono state gentilmente concesse dalla Famiglia Faccincani
Per la stesura della presente scheda ci siamo avvalsi del medaglione del prof. Mario Modena pubblicato sul numero 2 di febbraio 1984 della Voce del Basso Veronese