Casa deserta


Triste la casa, ove nessuno attende,
Ove non brilla raggio di sorriso,
Dove l'occhio materno non risplende,
Nè vedo di mio padre il dolce viso!

Casa diletta, un dì mio paradiso,
Altrove bisognò portar le tende,
Poi che gli artigli suoi il nimico inviso
Su l'itale contrade - ahimè! - protende.

Però non passa dì ch'io non ti venga,
Fin che lo posso, a contemplar di fuore,
Perchè la vista tua lo cor sostenga.

Ne lo schianto di questo rio dolore;
Sino a quando sarà che a te rivenga,
Pellegrina mestissima d'amore?...

Verona, 11 novembre 1917