Aereoplano di notte



Su la città dormente il prode veglia
Figlio d'Italia, sollevato a vol;
Con la sola presenza, egli sorveglia
E fuga de' notturni il vile stuol.

Vigila il sonno de' vegliardi stanchi,
Che non li desti il barbaro furor;
Degli innocenti, ne' lettini bianchhi
I soavi protegge sogni d'or.

Ma su colei che l'ha vegliato infante
L'ali d'argento stendere non può...
L'alma lo porta al casolar distante,
Ove la vecchia mamma un dì lasciò.

Mentre vigila il sonno de' fratelli,
Anche lo veglia un trepidante amor,
Chè, ne l'angoscia insonne, ognor novelli
Teme cimenti di sua madre il cor.

L'alma protesa a l'eliche veloci,
Che a la conquista salgono del ciel,
Veglia la madre e contro de' feroci
Colpi l'adombra in amoroso vel.

Ei s'eleva e contempla, ognor più lieve,
La dormente città sotto di sè...
Oh, vigilar potesse il sonno breve
Pur di colei che a tanta gloria il diè!

Maggio 1918