Primavera



Primavera ritorna e la temuta
Stagion ne l'alma mia
Ridestandomi va l'ambascia muta,
Che lunga ora sopa.

Triste risveglio de gli eterni amori,
Che tua letizia ostenti
Nel cielo di cobalto e in vaghi fiori
Per i giardini aulenti;

Triste stagion, che porti a questa stanca,
Dolente anima mia?
Un senso per il ben, che omai mi manca
Come nostalgia.

Dammi, dammi i tuoi fiori, o primavera,
Per adornar le tombe...
Ma il tuo sole non vince l'ombra nera,
Che a la mia mente incombe.

Verona, aprile 1918