Veglia



Rompe de l'aura la silente pace> Il rintocco de l'ora: di lontano
Viene a' miei sensi il rombo di vivace
Onda che scende al piano.
Che rompesi nel core? e ne le cose
Che palpito s'ascolta? la fuggente
Ora sen va, figure dolorose
Portandomi a la mente.

Vengono a me che aspetto, e sempre invano,
Essi che più non son, dal camposanto
E mi si indugia il core in un lontano
Tempo, ignaro di pianto.

E lungi i vivi miei! tutti dispersi
Così, come crudel vuole la sorte...
Ne ricongiungerà, dopo i dì persi,
Più provvida, la morte?

Garda, agosto 1919