Per la festa della R.da Madre Superiora


19 maggio 1918 (per onomastico)

"Mulierem fortem quis invenit?"


Non mai tempesta di più orribil notte
Fu salutata con sì lieti accenti,
Non mai più cupe tenebre fur rotte
Dal balenar di luci più fulgenti.

Ora di Dio, nel popolo che premi
Susciti i santi, i martiri, gli eroi;
Ora di Dio, tu susciti le spemi,
Che vincono il crosciar de' colpi tuoi.

Ora di Dio, ne l'animo gentile
Di Colei, che ne regge e al Ciel ne guida
Tu suscitasti una virtù virile,
Che assicura ogni cor che a Lei si affida.

Madre, se presso a Te ne volle il Cielo,
Quando parve esser giunta a la ruina
La Patria nostra e a l'ultimo sfacelo,
Ben lo permise la Bontà divina,

Perchè tu fossi a noi rifugio e porto
E pace e tregua e luminoso faro
E sorgente di vita e di conforto,
Celestial ne' torbidi riparo;

Perchè noi più T'amiamo e a noi più santo,
Ne le memorie il nome tuo ci duri,
Quando queste vissute ore di pianto
Richiameremo al cor ne dì futuri.

A Te 'l dobbiamo, se a Te accolte intorno
In una tregua limpida di pace
Anche quest'anno ne ritrova 'l giorno,
Giorno nel quale ogni tempesta tace.

Deh, trovi ritornando, la Tua festa
Di glorioso serto rifulgente
La Patria nostra benedetta, questa
Martire invitta ognor più rinascente.

Tale ne l'ora trepida, che volge
Il nostro voto, la preghiera sola,
Mentre l'ora di Dio gli eventi avvolge
D'un mistero, che l'anima sconsola.

Tale il voto per Te, per noi, per tante
Esuli tombe in italiana terra,
Per chi combatte e cade e per le sante
Vittime oscure de l'immensa guerra!