A sera


Oh, come tristi e come vuoti gli anni
De la mia vita volano!
E come insopportabili gli affanni
Che le mie forze rodono!

Tutto che si dilegua mi tormenta,
Ed il lavoro inutile,
Che l'indomito cor su l'ora tenta,
Su l'ora irrevocabile.

Ormai, se trasvolò l'ora che vale
Lo stemperarsi in lagrime,
Del memore pensier protese l'ale
A ciò che fu manchevole?

Gioia non v'è, non v'è nel mondo un bene,
Che il duolo non contamini,
Con il rimorso o d'incompiuta spene
Con senso indefinibile.

Tremule e inaridite su lo stelo
Come le foglie cadono,
Così, percosse omai d'arido gelo,
Nel cor le spemi muoiono.


Garda, ottobre 1919