In memoria de la defunta Filomena Pinelli


Come eterni sono i fondamenti
gettati sopra salda pietra, così i
comandamenti di Dio nel cuore
d'una donna santa.

Eccl. XXVI-24

Anche tu fuori de l'asil paterno,
O zia diletta, sei per sempre uscita;
Chè ti chiamava da quel triste inverno
La madre da la sua tomba romita.

Io te non piango, ma mia dura sorte
Che di vederti in terra omai mi vieta;
Io te non piango; ti baciò la morte,
Per renderti più libera e più lieta.

Or la casa deserta è fatta e mesta;
A cercarti verrò nel Camposanto:
Questo di tanto affetto oggi mi resta:
Fiori versar il tuo avello e pianto.

Io te non piango: da l'asil paterno
"Nido d'amore costruito invano"
Passasti a l'infinito gaudio eterno,
Che non comprende l'intelletto umano.

Sempre sul declinar triste del giorno,
E quando alla mattina il ciel s'imbianca,
A te, diletta zia, farò ritorno,
Che mi sorridi da la tomba bianca.

Febbraio 1909