Ai miei morti


... qui credit in me, etiam
si mortuus fuerit, vivit


Quando la squilla vespertina al pianto
L'animo triste invita,
Io vado all'uno e a l'altro Camposanto
De la mia terra avita.

Sempre, Morti, su voi risiede il pensiero,
Con memore deśo:
Ritorna a l'uno e a l'altro cimitero
Del paese nat́o.

La piena dei ricordi 'l cor m'invade
Del tempo che non torna,
Di voi viventi e di mia verde etade,
Solo di spemi adorna.

Un giorno, anch'io discendeṛ, diletti,
Nel torbido mistero,
Che s'asconde fra i mille cataletti,
Orribilmente nero.

Un d́ verṛ; con voi ritorna intanto
Ognora la mia mente;
Con voi, che riposate in Camposanto,
O Morti di mia gente.

Ma, o miei diletti, più che al vostro frale,
Che giace senza vita,
Volgo sovente del pensier mio l'ale,
Volgo la mente ardita.

A lo spirito vostro, a Dio congiunto,
Dopo la lunga spene,
Libero alfin, felice d'esser giunto
Presso l'eterno Bene.

Al soprannatural l'anima mia
E lo spirito anelo
Ricongiungersi a Dio solo deśa,
Con voi, Morti, nel Cielo.

1909