Santuario della Bastia

Il Santuario della Bastia sorge nella località omonima, su un rialzo ai margini della depressione valliva del Tartaro, isolato fra il verde delle colture. Il suo nome è certamente da mettersi in relazione coll’esistenza di una “bastita”, cioè un riparo difensivo per le popolazioni rurali, eretto nel ‘400 e presto caduto in disuso. Una scritta sulla sinistra del portale reca il nome dei costruttori, o dei committenti, e l’anno di costruzione: CHEBIZO WARIENTO ET ANNO A.D. MCXXVI HOC OPUS FECERUNT. Dal 1700 fu giuspatronato della famiglia Pantei di Bovolone. E’ a navata unica con pianta liturgicamente orientata a mattina. Il pinnacolo del campanile venne fatto costruire negli anni ’50 dall’allora Abate Mons. Fontana
L’interno presenta il soffitto a capriate e tre altari; entrando a destra è collocata una acquasantiera in marmo rosso su colonna proveniente dalla chiesa parrocchiale. 


Nel volume Isola della Scala. Territorio e società rurale nella media pianura veronese, a cura di B. Chiappa, l’architetto Arturo Sandrini, nella scheda Testimonianze romaniche: la chiesa della Bastia, pp. 63-67, ha realizzato un’attento studio delle tecniche costruttive ed ha effettuato dei rilievi stratigrafico-murari che gli hanno consentito di riconoscere le varie fasi trasformative dell’edificio. Da questa analisi è risultato che la chiesa era dotata di un ingresso con protiro pensile probabilmente tolto quando venne aggiunto il rosone. Le due finestre laterali con cornici lisce in tufo sono del XVIII secolo. Sopra il rosone vi era la probabile presenza di una bifora. Sul lato nord è presente un’edicola a circa due metri d’altezza che altro non è che il protiro pensile di un accesso laterale ora tamponato. Il campanile attuale è novecentesco ma i grossi conci in pietra alla base fanno pensare che vi fosse un campanile romanico. L’interno era tripartito, probabilmente suddiviso all’interno da colonne. Sulla base di queste analisi abbiamo realizzato una ricostruzione digitale di come doveva essere in origine il Santuario.

Ricostruzione digitale generata con l’ausilio di Intelligenza Artificiale.


Testi di riferimento:

B. Chiappa, LA CHIESA DELLA BASTIA, pubblicato a cura della parrocchia di Isola della Scala, Verona 1977.
P. Garzotti, Appunti storici sopra Isola della Scala, Tipografia A. Merlo, Veroa, 1879.
A. Sandrini, Testimonianze romaniche: la chiesa della Bastia, in Isola della Scala. Territorio e società rurale nella media pianura veronese, a cura di B. Chiappa, Comune di Isola della Scala, Vago di Lavagno 2002, pp. 63-67.
B. Chiappa, Santo Stefano di Isola della Scala, una parrocchia attraverso i tempi, Parrocchia di Isola della Scala, Verona, 1979, pp. 62-64.
E. M. Guzzo, Le sculture rinascimentali nella chiesa della Bastia, in Isola della Scala. Territorio e società rurale nella media pianura veronese, a cura di B. Chiappa, Comune di Isola della Scala, Vago di Lavagno 2002, pp. 142-143.
G. Bedin, Corte rurale “ospedale della Bastia”, in Ville Venete: la Provincia di Verona, a cura di S. Ferrari, Istituto regionale per le ville venete, Marsilio, 2003, pp. 207-208.
R. Salvarani, Gli edifici: circuiti di committenza architettonica e artistica, in Pievi del Nord Italia, cristianesimo, istituzioni, territorio, Banco Popolare, Verona, 2009, pp. 209-210.

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