Vincenzo Mela

Vincenzo Giuseppe Mela, nacque in contrada Vò ad Isola della Scala il 27 ottobre 1821. Vincenzo frequentò le scuole elementari nel paese e completò gli studi ginnasiali e filosofici a Verona. 

Qui fu ospitato nella casa di Pietro Lenotti, per molti anni direttore del coro del Teatro Filarmonico, suo primo maestro di musica e canto. Ventenne si trasferì a Padova per gli studi universitari di matematica. Approfondì gli studi musicali sotto la guida del maestro Baldi. Nel 1842 prese abitazione a Pavia, la passione per la musica ebbe il sopravvento sugli studi universitari. Di questo anno risale la sua prima composizione, una sinfonia inedita per l’opera Velleda. L’impresario Marelli col mezzo del suo agente Borachi avendolo sentito cantare in vari concerti lo scritturò quale artista nell’opera Nabucco alla Scala di Milano. Intanto Mela, che aveva aderito con entusiasmo agli ideali patriottici, si era sposato con Emilia Gandalia. Ebbe due figli, la secondogenita Eugenia ebbe una discreta carriera di cantante; nelle cronache viene ricordata come la “tenoressa” per il caratteristico timbro di voce. Il suo diretto coinvolgimento politico lo costrinse alla clandestinità, ci sono notizie di lui sia a Parigi (dove conobbe Rossini a cui dedicò un’Ave Maria) e in Inghilterra ove compose per il teatro. Rientrato ad Isola della Scala agli inizi degli anni ’70, riprese la mansione di maestro della Società Filarmonica abitando in via Cavour al civico n°9; ricoprì inoltre il ruolo di organista dell’Abbazia S. Stefano fino al 1883. Contemporaneamente svolse una intensa attivita artistica e didattica a Milano; tra i suoi allievi ritroviamo il nome di Gaetano Zinetti. Si trasferì a Cologna Veneta dove morì il 1° novembre 1897. 


La seguente biografia è stata realizzata avvalendosi della seguente scheda sul M°. Vincenzo Mela:
Bertozzo G., Vincenzo Mela, musicista e patriota, in ISOLA DELLA SCALA, Territorio e società rurale nella media pianura veronese, pubblicato a cura del Prof. Chiappa B., Vago di Lavagno 2002, pag.295.