Sotto la dominazione austriaca, le scuole elementari minori sono obbligatorie per bambini e bambine dai 6 ai 12 anni e gestite dai Comuni. Tuttavia, rispetto al periodo napoleonico, l’istruzione subisce una forte “clericalizzazione”: la direzione scolastica viene affidata ai parroci, i maestri sono quasi sempre ecclesiastici e nei programmi viene inserito l’insegnamento della religione cattolica. Inizialmente, l’obbligo scolastico non viene rispettato a causa delle necessità economiche delle famiglie, che impiegano i figli nei lavori agricoli o industriali. Ad Isola, nel 1829, su 264 ragazzi in età scolare (tra cui 116 femmine), solo 76 maschi frequentano la scuola (numero che scende a 48 in estate), escludendo totalmente le bambine. Una situazione simile si registra nelle frazioni di Tarmassia e Pellegrina, con un peggioramento nel 1836.
Negli anni successivi la situazione migliora progressivamente. Nell’anno scolastico 1859-1860, gli alunni nel distretto di Isola salgono a 1.384 (di cui 190 femmine), arrivando a 1.405 nel 1865 (con 345 femmine). Si registra quindi un costante incremento della scolarizzazione, in particolare di quella femminile. Nello stesso periodo nascono anche tre “Scuole festive” dedicate all’alfabetizzazione degli adulti.
Nel tempo, la figura del maestro cambia: agli ecclesiastici iniziano ad affiancarsi i laici e, progressivamente, le donne. Emergono così le prime maestre di Isola, come Luigia Rizzi (morta nel 1848 e ricordata per la sua passione per gli studi) e la ventenne Angela Faccenda, che nel 1856 viene formata per diventare maestra assistente. Per quest’ultima, che viveva in condizioni di povertà, l’insegnamento rappresenta un’opportunità di riscatto economico. Molti insegnanti elementari dell’epoca si trovano infatti in condizioni finanziarie difficili e, nonostante gli stipendi comunali molto bassi, l’impiego resta un obiettivo ambìto.
I Comuni tendono a risparmiare molto sulle spese scolastiche, inclusa l’edilizia. Ad Isola, nel 1836, le lezioni si tengono in tre stanze in affitto che, pur necessitando di riparazioni a porte e finestre, sono considerate in buono stato per l’epoca. Nelle frazioni le condizioni sono peggiori: a Pellegrina, ad esempio, la scuola si svolge in un unico locale che, pur definito in buono stato, risulta completamente privo di mobili.
Dopo l’annessione del Veneto all’Italia e l’introduzione della Legge Coppino (1877) — che stabilisce l’obbligo scolastico gratuito dai 6 ai 9 anni — la lotta all’analfabetismo si fa più intensa. Anche a Isola il numero degli alunni cresce costantemente: i maestri elementari passano da 13 all’inizio del Novecento a 17 nel 1915. Questa espansione, tuttavia, si scontra con pesanti difficoltà economiche per il Comune, che deve farsi carico interamente della gestione finanziaria delle scuole.
Con l’ascesa del socialismo, la scuola diventa terreno di un duro scontro ideologico. I socialisti invocano un insegnamento totalmente laico e accusano i cattolici di sfruttare l’ignoranza popolare per mantenere il proprio potere (“il clericale vive e prospera sull’ignoranza”). Ad Isola le polemiche sono accesissime tra il 1908 e il 1912. Attraverso il giornale Verona del popolo, i socialisti criticano duramente la direttrice delle elementari (accusata di essere filomonarchica e cattolica), la nomina di un prete come maestro, il bacio del crocifisso all’asilo e l’influenza della famiglia cattolica Bovo sulla scuola locale. Le tensioni si attenuano dopo il 1911, quando le decisioni sull’insegnamento religioso passano dalle amministrazioni locali a un livello statale.
Fino alla riforma Gentile l’articolazione dell’istruzione era molto semplice:
Asili infantili: gestiti quasi interamente da enti religiosi o privati, non avevano un programma didattico di Stato.
Scuola Elementare (4 anni, poi portati a 6 dalla Legge Orlando del 1904): l’obbligo teorico fu alzato a 12 anni. Chi viveva in campagna o nei piccoli paesi spesso si fermava alla 4ª elementare (il “corso inferiore”), mentre nelle città si frequentavano la 5ª e la 6ª classe (il “corso popolare”) per completare l’obbligo.
Il bivio a 10 anni: dopo la 4ª elementare, i pochissimi che volevano proseguire gli studi facevano un esame e accedevano al Ginnasio (5 anni, che apriva poi al Liceo) o alla Scuola Tecnica (3 anni).

Nel primo dopoguerra l’attenzione si sposta sull’istruzione post-elementare. Nell’ottobre del 1921 viene inaugurata, nei locali dell’ex ospedale di via Rimembranza, la “Scuola tecnica complementare con annesso corso agrario”. Questa scuola, a cui si accede dopo la quarta elementare, permette ai ragazzi del paese di continuare gli studi senza doversi trasferire. L’amministrazione comunale socialista si attribuisce il merito di questa conquista e, nel dicembre dello stesso anno, introduce anche una “Scuola di disegno” festiva e gratuita.

I socialisti si battono anche per il “pareggiamento” della scuola (l’equiparazione ai titoli di Stato). Con il Regio Decreto del settembre 1922 la scuola tecnica “Edmondo De Amicis” viene trasformata in scuola complementare pareggiata: Scuola Comunale Secondaria di Avviamento al Lavoro. Grazie all’integrazione delle lezioni di latino, la scuola offre finalmente agli studenti la possibilità di accedere agli istituti tecnici superiori. La preside della scuola è la Prof. Anna Pinelli.
L’evoluzione dell’istruzione in Italia dal 1923, anno della celebre Riforma Gentile, fino ai giorni nostri segna il definitivo passaggio da una scuola d’élite e frammentata sul territorio — come quella descritta nei documenti di Isola della Scala — a un sistema di massa, laico e centralizzato.
La Riforma Gentile reintrodusse una rigida divisione di classe.
Sulla carta, l’obbligo scolastico si estendeva fino ai 14 anni, ma nella realtà quotidiana e pratica di quegli anni (soprattutto in realtà agricole come Isola della Scala) il fulcro reale dell’istruzione di massa si esauriva proprio con le elementari:
- Scuola Elementare (5 anni): divisa in un triennio inferiore (1ª, 2ª e 3ª elementare) e un biennio superiore (4ª e 5ª elementare); le scuole elementari si trovavano nello storico edificio di via Cavour;
- Il bivio della 5ª elementare: al termine dei 5 anni, per completare l’obbligo fino a 14 anni si aprivano due strade nettamente distinte:
- Chi voleva continuare a studiare affrontava un esame di ammissione per entrare alla Scuola Media, che dava accesso ai licei ed era l’unico canale per proseguire con l’università.
- Chi invece era destinato al lavoro frequentava la Scuola di Avviamento Professionale (commerciale o agraria) destinato ai figli dei contadini e degli operai, bloccava di fatto gli studi successivi, istituzionalizzando quella separazione sociale che a Isola si cercava di superare con i corsi agrari e di disegno.La “Regia Scuola Secondaria di Avviamento Professionale”, con Regio Decreto dell’8 ottobre 1936 viene convertita a “Tipo Agrario”. L’organico previsto era composto da un direttore, un insegnante di italiano, uno di matematica, uno di agricoltura e un istruttore pratico di agraria.
Nel 1936 è attivo nel capoluogo anche un Asilo Infantile dedicato al Re Umberto I.
Con la nascita della Repubblica, la scuola cambiò radicalmente principi fondanti. Gli articoli 33 e 34 della Costituzione sancirono il diritto allo studio: la scuola diventò “aperta a tutti”, obbligatoria e gratuita per almeno otto anni. Lo Stato si impegnò a rimuovere gli ostacoli economici che, fin dall’Ottocento, avevano costretto i ragazzi a lasciare i banchi per i “lavori campestri”.
La Scuola Media Fratelli Corrà nasce nel 1946 per iniziativa del Comune; le prime aule trovano ospitalità presso la Scuola di Avviamento Professionale creando un problema di sovraffollamento di studenti. La soluzione è raggiunta nel 1959 con l’inaugurazione del nuovo fabbricato per una spesa complessiva di £ 38.000.000 in parte sostenuta grazie ad un contributo del Ministero dei Lavori Pubblici; esso rappresenta il primo lotto poi ampliato e integrato con il secondo nuovo plesso nel 1967 per fare spazio alla sopraggiunta riforma della Scuola Media Unica.

Nel 1953 viene inaugurata la nuova Scuola Elementare della frazione Vo’ in sostituzione del piccolo edificio posto accanto costruito negli anni ’30 del ‘900; nello stesso anno si inaugura l’Asilo Infantile di Pellegrina.
Inaugurazione delle scuole elementari della frazione Vo’ Pindemonte, 1953.
Tra il 1956 e il 1960 l’Amministrazione Comunale procede al restauro del fabbricato di Vo’ Pindemonte adibito a Scuola Materna e all’ampliamento della Scuola Materna di Pellegrina. Nel gennaio del 1959 viene inaugurata la nuova Scuola Elementare della frazione Gabbia.

Nell’anno scolastico 1959-1960 la popolazione scolastica di Isola della Scala è così suddivisa:
Scuole Materne
Isola della Scala: 220 alunni
Pellegrina: 90 alunni
Tarmassia: 75 alunni
Vo’ pindemonte: 30 alunni
Totale: 415 alunni
Scuole Elementari
Isola della Scala: 502 alunni su 17 classi
Pellegrina: 139 alunni su 5 classi
Tarmassia: 115 alunni su 5 classi
Caselle: 72 alunni su 3 classi
Vo’ Pindemonte: 83 alunni su 4 classi
Gabbia: 44 alunni su 4 classi
Casalbergo: 41 alunni su 2 classi
San Gabriele: 14 alunni su 1 classe
Totale: 1.010 alunni
Scuola Media
Isola della Scala: F.lli Corrà, alunni 126 su 6 classi
Scuola di avviamento professionale, 219 alunni su 8 classi
Istituto professionale per l’agricoltura, 131 alunni su 4 classi
E’ attivo anche il Centro Professionale E.N.A.I.P. – A.C.L.I. che cura la qualificazione di apprendisti e operai del settore industriale; gli iscritti sono 130. Nel 1969 verrà anche inaugurato, nel giardino della sede, il monumento dedicato a Gesù adolescente lavoratore; monumento non più visibile in quanto il Centro Professionale è stato demolito nei primi anni 2000 per realizzare immobili di edilizia residenziale.
Da ottobre del 1960 entra in funzione il primo anno dell’Istituto Tecnico Commerciale per ragionieri, L’Istituto nasce come Scuola Comunale in attesa di avere il regolare riconoscimento dello Stato; gli iscritti al primo anno sono 16 e il Preside è il Prof. Mario Modena. Le lezioni si terranno in varie sedi provvisorie (inizialmente presso la scuola Media di via Rimembranza inaugurata nel 1959, in alcune aule messe a disposizione dalla Parrocchia e successivamente presso Palazzo Rebotti); la collocazione definitiva si avrà nel 1978 quando viene inaugurato il nuovo edificio di via Rimembranza la cui costruzione era iniziata nel 1975. Il 24 aprile 1986 l’Istituto viene intitolato al Prof. Ettore Bolisani.
Nel 1959 vengono approvati anche i progetti tecnici per la nuova scuola elementare di Casalbergo e la scuola materna di Caselle.

Il vero spartiacque democratico arrivò nel 1962 con l’istituzione della Scuola Media Unica (legge n. 1859 del 31 dicembre 1962). Venne abolito il vecchio “Avviamento Professionale”: tutti i ragazzi dagli 11 ai 14 anni, senza distinzione di censo, avrebbero frequentato lo stesso percorso di studi. Fu la più grande operazione di mobilità sociale e di lotta all’analfabetismo della storia italiana. Pochi anni dopo, nel 1969, la spinta della contestazione studentesca portò alla liberalizzazione degli accessi universitari: qualunque diploma di scuola superiore di durata quinquennale permetteva l’iscrizione a qualsiasi facoltà.
Per venire incontro all’aumento della popolazione scolastica, e alle esigenze delle famiglie, vengono avviati vari interventi. Nel 1964 viene completato l’ampliamento delle Scuole Elementari del capoluogo in via Prato Fiera (costo complessivo £ 32.600.000); fino ad allora le 12 aule si trovavano nello storico edificio di via Cavour.
Lo stesso anno viene inaugurata la Scuola Elementare di Pellegrina (6 aule) per un costo complessivi di £ 27.000.000.

L’anno scolastico 1964-1965 è il primo che vede in funzione tutte le classi dell’Istituto Tecnico per ragionieri: 34 alunni nella prima classe, 22 alunni nella seconda, 24 nella terza, 6 nella quarta e 13 nella quinta. Le prime tre classi costituiscono la sezione staccata dell’Istituto Tecnico “Pindemonte” di Verona, la IV e la V sono ancora comunali.
Nel 1962 i progetti per la nuova Scuola Elementare di Casalbergo e la Scuola Materna di Caselle vengono bloccati (i due progetti risalgono al 1959); la popolazione delle due frazioni, per effetto delle emigrazioni, è notevolmente diminuita. Gli abitanti di Caselle scendono da 617 nel 1951 a 488 a fine 1962; i bambini in età per frequentare la Scuola Materna passano da 35 a 20 nel 1962. Per Casalbergo la situazione è ancor più rimarcata: nel 1958 gli alunni delle elementari erano 70 nel 1962 sono 28. Proprio in questo periodo di transizione l’assistenza post-scolastica (il doposcuola) diventa fondamentale per gestire le pluriclassi rimaste e sostenere le famiglie che lavoravano nelle campagne circostanti prima della definitiva chiusura del plesso rurale.
Nel 1964 viene approvato il progetto di restauro ed ampliamento dell’edificio adibito a Scuola Elementare di Caselle per una spesa complessiva di £ 9.500.000 e il progetto del nuovo asilo di Tarmassia per una spesa di £ 37.000.000.

In questi anni viene anche acquistato il terreno di fronte alla Scuola Media del capoluogo, costo £ 21.000.000, per la costruzione del nuovo edificio della Scuola di Avviamento. Nel 1964 è entrata in funzione la Scuola Media Unica, pertanto, l’Avviamento è destinato a cessare (sono attive solo le terze classi); il nuovo edificio progettato viene indicato con la vecchia denominazione di Avviamento ma servirà a completare le strutture scolastiche necessarie per la nuova Scuola Media Unica. Il nuovo plesso verrà inaugurato nel 1967.

L’evoluzione dell’istruzione nel capoluogo di Isola della Scala è stata segnata da una progressiva transizione logistica, che ha visto lo spostamento delle scuole dai vecchi stabili del centro cittadino verso un polo unico e centralizzato. Fino alla prima metà del Novecento, le dodici classi delle scuole elementari erano ospitate nel monumentale e storico edificio di via Cavour. La svolta verso la moderna concezione di edilizia scolastica concentrata iniziò nell’ottobre del 1921, quando nei locali dell’ex ospedale di via Rimembranza venne inaugurata la “Scuola tecnica complementare”. Da quel momento, via Rimembranza divenne l’asse di riferimento per lo sviluppo scolastico isolano. Nel 1959, per decongestionare le aule della Scuola di Avviamento Professionale, venne inaugurato un primo nuovo fabbricato per la Scuola Media “Fratelli Corrà”, seguito nel 1964 dal definitivo ampliamento e trasferimento delle Scuole Elementari del capoluogo nel plesso di via Prato Fiera, liberando così la vecchia sede di via Cavour. Il polo di via Rimembranza si consolidò ulteriormente nel 1967 con l’inaugurazione del nuovo plesso destinato a completare le strutture della neonata Scuola Media Unica e trovò il suo definitivo compimento nel 1978, quando venne inaugurato il moderno edificio destinato all’Istituto Tecnico Commerciale (la cui costruzione era iniziata nel 1975), unificando così l’intera filiera educativa del capoluogo in un’unica area funzionale.
Nel marzo del 1968 il Parlamento approva la legge n°444 che istituisce la Scuola Materna Statale con l’intento di integrare le già esistenti Scuole Materne private. Nel 1988 operano quattro scuole materne, una comunale e tre a gestione autonoma. La Scuola Materna “Don Adami” che ospita 80 bambini suddivisi in tre sezioni; le insegnanti sono suore dell’Ordine della Misericordia. La Scuola Materna Comunale “Aurora Pezzo” che ospita 186 bambini in 8 sezioni. Le due Scuole Materne private di Tarmassia (36 bambini) e di Pellegrina (38 bambini).
Gli ultimi decenni del Novecento e l’inizio del XXI secolo hanno segnato il definitivo compimento di quel processo di centralizzazione e razionalizzazione logistica iniziato nel secondo dopoguerra. Il progressivo spopolamento delle aree rurali e le mutate esigenze didattiche hanno portato alla graduale chiusura delle ultime sezioni distaccate nelle frazioni — come quelle storiche di Vo’ Pindemonte, Caselle, Gabbia e Casalbergo —, concentrando l’intera popolazione scolastica del territorio nei plessi moderni del capoluogo o delle frazioni di Pellegrina e Tarmassia. Il vero e proprio assetto contemporaneo si è consolidato nel 2000 con l’introduzione dell’autonomia scolastica, che ha visto la nascita dell’Istituto Comprensivo “Fratelli Corrà”. Questa realtà istituzionale ha unificato sotto un’unica direzione e segreteria — situata proprio nel polo scolastico di via Rimembranza — la scuola dell’infanzia “Aurora Pezzo”, le primarie (tra cui la centrale “Carlo Collodi”) e la scuola secondaria di primo grado dell’intero comune.
Parallelamente, Isola della Scala ha sviluppato un’offerta ricchissima sul fronte dell’istruzione superiore e della formazione professionale, diventando un punto di riferimento per l’intera pianura veronese. L’ex Istituto Tecnico Commerciale, inaugurato in via Rimembranza nel 1978 e intitolato al Prof. Ettore Bolisani nel 1986, si è evoluto nell’attuale I.S.I.S.S. “Ettore Bolisani”, che oggi attrae studenti da un vasto bacino grazie ai suoi indirizzi tecnici (dal 2004 al 2017 è stato attivo anche un indirizzo di liceo scientifico). A questa realtà si affianca l’importante presenza dell’Istituto di Istruzione Superiore “Stefani-Bentegodi”, che con il suo indirizzo Agrario raccoglie idealmente l’eredità storica della vecchia “Regia Scuola di Avviamento Professionale a Tipo Agrario” attiva in paese fin dal 1936 , rispondendo alla storica vocazione agricola e produttiva del territorio isolano. A questo indirizzo si è aggiunto, da oltre 10 anni, quello socio-sanitario (Servizi per la sanità e l’assistenza sociale), pensato per rispondere ai bisogni di persone in situazioni di disagio o con fragilità.
Infine, l’istruzione e l’avviamento al lavoro vedono ancora oggi protagonista l’ENAIP Veneto, erede spirituale e materiale dello storico Centro Professionale E.N.A.I.P. – A.C.L.I. che fin dalla metà del secolo scorso curava la qualificazione di apprendisti e operai. Sebbene la vecchia sede storica sia stata demolita nei primi anni 2000 , la realtà della formazione professionale continua a operare attivamente sul territorio attraverso programmi e corsi aggiornati, mantenendo vivo il legame tra l’istruzione e il tessuto industriale locale.

Con questa articolata configurazione, Isola della Scala ha completato la sua trasformazione: da una realtà ottocentesca frammentata, in cui l’istruzione era un privilegio per pochi e spesso negata alle famiglie delle campagne, a un polo scolastico d’eccellenza moderno, inclusivo e diversificato, capace di accompagnare i giovani dalla prima infanzia fino all’inserimento nel mondo del lavoro e dell’università.
Si ringrazia la signora Maddalena Salgarelli per averci fornito copia delle relazioni amministrative per i quadrienni 1956-1960 e 1960-1964 che hanno rappresentato la base informativa di partenza per la redazione della presente scheda.
Testi consultati:
L. Carazzolo, Annuario 1989-1990, Istituto Tecnico Commerciale Statale “Ettore Bolisani”, Cooperativa Novastampa, Verona, 1990.
Annuario degli Istituti d’Istruzione media pareggiati, parificati e privati delle casse scolastiche annesse dei convitti privati e delle fondazioni scolastiche, Anno 1931 – IX, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1931.
Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, 2 gennaio 1937 – Anno XV.
E. Luciani, L’istruzione nel periodo austriaco, in Isola della Scala. Territorio e società rurale nella media pianura veronese, a cura di B. Chiappa, Comune di Isola della Scala, Vago di Lavagno, 2002, pp. 288-289.
E. Luciani, Istruzione e sanità ai primi del Novecento, in Isola della Scala. Territorio e società rurale nella media pianura veronese, a cura di B. Chiappa, Comune di Isola della Scala, Vago di Lavagno, 2002, pp. 317-318.
Comune di Isola della Scala, Relazione amministrativa per il quadriennio 1960-1964, Tipografia Nigrizia, Verona, 1964.
Comune di Isola della Scala, 1956-1960, quattro anni di Amministrazione Comunale, Verona, 1960.
Stanzial V., Persone e fatti del ‘900 Isolano, edito dalla cooperatica sociale LA SCINTILLA, Isola della Scala, 2003.
Parrocchia di Isola della Scala (a cura di), Isola della Scala, una comunità ecclesiale in cammino, numero unico, Tipografia Nigrizia, Verona, 1969.









